Qualche giorno fa ho visitato un blog che tratta di tecnologia, linux, ooboontoo e correlati (diciamo pure il piu’ visitato su wordpress per intenderci). Non trovandomi d’accordo coll’Amministratore del blog in questione, ho pensato di scrivere un messaggio in cui esponevo in maniera appassionata ma civile le mie idee. Il risultato è che i miei post e quelli di chi interlocuiva con me sono stati cancellati e rimpiazzati da un commento del Kapo contenente offese di basso livello nei miei confronti. La mia possibilità di chiedere spiegazioni è stata nulla in quanto BANNATO.
Questi blog sono nati come luogo in cui discutere dei piu’ diversi argomenti e sono diventati molto peggio di qualsiasi quotidiano o periodico sulla carta stampata: pura comunicazione UNO a MOLTI. Le regole di questa comunicazione sono ovviamente fissate da chi gestisce il blog e grosso modo equivalgono : “qui fate come dico, dite ciò che voglio io, smettete di esistere quando dico IO”.
Ovviamente non mi sembra un modo produttivo di gestire una discussione, anzi, mi ricorda metodi già usati in anni passati, presenti e futuri che evidentemente sono intimamente legati alla natura umana.
Il problema di base è che un blog cessa di essere tale quando il numero di lettori diventa grande perchè influenza l’oggetto di cui si parla nel blog. Quando ciò che viene scritto dal Kapo arriva ad essere influenzato da ciò che scrive la plebe e costui cerca di seguire la tendenza della massa per raggiungere un audience sempre più alto, è il disastro e la fine di ogni spontaneità nel comunicare. Ovvero, la fine del blog.
Chi vuole apparire a tutti i costi simpatico ha ovviamente perduto ogni nozione di se. I blog dovrebbero a volte trasformarsi in URLATOI in cui ci si possa sfogare senza correre il rischio di essere bannati. Invece no, la ce(n)sura agisce filtrando ogni scintilla di disapprovazione delle Idee Kapi. E tutto diventa banale ASSECONDARE.