Archivio per la categoria 'Linux & Co.'

27
Nov
07

Censura e fascismo in carta da regalo

CensuraQualche giorno fa ho visitato un blog che tratta di tecnologia, linux, ooboontoo e correlati (diciamo pure il piu’ visitato su wordpress per intenderci). Non trovandomi d’accordo coll’Amministratore del blog in questione, ho pensato di scrivere un messaggio in cui esponevo in maniera appassionata ma civile le mie idee. Il risultato è che i miei post e quelli di chi interlocuiva con me sono stati cancellati e rimpiazzati da un commento del Kapo contenente offese di basso livello nei miei confronti. La mia possibilità di chiedere spiegazioni è stata nulla in quanto BANNATO.

Questi blog sono nati come luogo in cui discutere dei piu’ diversi argomenti e sono diventati molto peggio di qualsiasi quotidiano o periodico sulla carta stampata: pura comunicazione UNO a MOLTI. Le regole di questa comunicazione sono ovviamente fissate da chi gestisce il blog e grosso modo equivalgono : “qui fate come dico, dite ciò che voglio io, smettete di esistere quando dico IO”.

Ovviamente non mi sembra un modo produttivo di gestire una discussione, anzi, mi ricorda metodi già usati in anni passati, presenti e futuri che evidentemente sono intimamente legati alla natura umana.

Il problema di base è che un blog cessa di essere tale quando il numero di lettori diventa grande perchè influenza l’oggetto di cui si parla nel blog. Quando ciò che viene scritto dal Kapo arriva ad essere influenzato da ciò che scrive la plebe e costui cerca di seguire la tendenza della massa per raggiungere un audience sempre più alto, è il disastro e la fine di ogni spontaneità nel comunicare. Ovvero, la fine del blog.

Chi vuole apparire a tutti i costi simpatico ha ovviamente perduto ogni nozione di se. I blog dovrebbero a volte trasformarsi in URLATOI in cui ci si possa sfogare senza correre il rischio di essere bannati. Invece no, la ce(n)sura agisce filtrando ogni scintilla di disapprovazione delle Idee Kapi. E tutto diventa banale ASSECONDARE.

13
Nov
07

Topi di citta’ in action

Topo Lillese avete mai lasciato una finestra aperta per far uscire l’odore di una bistecca alla griglia? beh, non e’ il massimo del genio a quanto pare.

la mattina dopo un pomodoro mostrava evidenti segni di morsi e non ero stato io durante la notte ad esser preda di sonnambulismo vegetariano…

dopo una decina di bustine anti ratto delle sabine sembra che l’ospite abbia ceduto o tirato le cuoia.

test della webcam in versione night vision e del programma motion sotto linux perfettamente riuscito!

la prossima volta spero di usare il sistema di rilevamento del movimento per qualche farfalla e non per un boa costrictor.

05
Nov
07

dyne:bolic –> multimedia in a (old) box

bolicho scoperto da poco l’esistenza di dyne:bolic http://dynebolic.org si tratta di una distribuzione live CD di linux piena zeppa di centinaia di applicazioni multimediali gia’ belle configurate che attendono solo di essere eseguite senza dover installare nulla sul pc. niente partizionamenti del disco fisso, (quasi) niente configurazione dell’hardware. quando l’ho scaricata pensavo fosse solo un’altra distribuzione GNU/linux polpettone piena di programmi messi a caso e senza un progetto in mente. mi sbagliavo altrimenti non ne starei parlando.

la prima caratteristica di questa dyne:bolic e’ che funzionera’ alla grande anche su computer poco recenti, poca ram e pochi MHz (mica GHz…)

sul mio laptop dopo aver messo il cd e riavviato, il sistema dopo una trentina di secondi e’ pronto per funzionare. nonostante il CD funzioni anche su pc senza disco fisso e poca ram (minimo 64mb!) dopo aver prodotto qualcosa (un testo, un video, una musica o qualsiasi altra cosa) e’ possibile con un solo click salvare tutto su una penna USB o sul disco fisso o da qualsiasi altra parte. ad esempio potete inviarvi il risultato per posta o sul vostro maledetto blog.

applicazioni degne di nota:

Ardour V2: avete presente ProTools per registrare audio multitraccia professionale? Ecco: pronto all’uso;

Cinelerra: volete produrre montaggi video? ready;

Hydrogen: volete creare delle basi drum and bass? here it is;

Blender: modelling e rendering tridimensionale;

Streaming audio/video su internet: la vostra TV/Radio “pirata” in pochi minuti ad esempio da un cybercafe’ o da un pc di mediaworld… :)

Scribus: produrre testo e grafica per pubblicazioni come volantini, depliant, poster…

LyX: io ci ho scritto la tesi di dottorato senza morire come avrei fatto usando M$ Word. ovviamente la qualita’ del risultato e’ impensabile da ottenere sotto windows… a meno di non usare LyX per windows :)

Firefox (web): vabbe’ non starete usando ancora Internet Explorer????!

Thunderbird (mail): come sopra… non starete ancora usando MS Outlook???!!!!

…………………….. etc etc etc ……………………………

insomma spero di aver reso l’idea, salvo che ci sono centinaia di ottimi programmi sul cd e non solo tre, poi il fatto che TUTTI questi programmi siano open source… dovrebbe stimolare qualche interesse a scaricare, masterizzare, provare il disco. dopo tutto, se non piace si puo’ sempre usare il CD come portavaso…

quindi provate ad unire questo post con il precedente sul zero dollar pc e avrete un sistema multimediale di primo livello totalmente gratuito.

l’unico limite e’ la creativita’.

05
Nov
07

Zero dollar laptop is here!

Zero dollar laptop

The zero dollar laptop is here!

The zero dollar laptop is widely available to individuals in the developed world. It’s also available to businesses, governmental organisations and NGOs. It’s also available in the developing world. Distribution is ramping up. The zero dollar laptop comes in a variety of specifications. The current typical specification of the zero dollar laptop in the UK is around 500mHz, with 256mB RAM, a 10 gigabyte hard disk, a network card, a CD-ROM, a USB port and a screen capable of displaying at least 800×600 pixels in 16-bit colour. Many zero dollar laptops are better specified. (Its close cousin, the zero dollar desktop, typically runs at 1000mHz or faster.)

The zero dollar laptop is constantly being upgraded – so by next year its specification will be even more powerful.

The zero dollar laptop is powered with free, open source software. Users can get involved as deeply as they want – the software packages available include easy to use graphical applications, more complex professional applications, and expert level programming languages. Free software upgrades for the zero dollar laptop are constantly being made available, from a huge variety of software producers. The zero dollar laptop is not intended simply for multimedia entertainment. Though it can an educational playground, it can also be a genuinely useful production platform.

The zero dollar laptop allows kids to learn and adults to produce. (Only when people are able to use computers to produce their own data does information communication technology become genuinely empowering.) The zero dollar laptop has already been distributed. (You weren’t told about it at the time of distribution.) Individuals, businesses and non-profit organisations can all have a say in how the zero dollar laptop is rolled out in their local area. It’s not up to government think-tanks, multinational NGOs or national policy boards.

The zero dollar laptop is available to individuals, education organisations, NGOs and businesses alike. The carbon footprint of the zero dollar laptop is zero. You, as an individual, may already own a zero dollar laptop. What’s it doing? Sitting on your shelf, unused, because you’ve already upgraded?

Your employer or your school may own a large number of zero dollar laptops. What are they doing? Are they getting recycled responsibly (i.e. destroyed) by the company that supplied them? (That’s often the company that just happens to be supplying the next generation of laptops.) Perhaps surprisingly, you may not know how to install or operate the zero dollar laptop. You may never have installed a free, open source operating system. You may never have installed any operating system. Nowadays it’s quite easy. You can download a full version of the Linux operating system appropriate for the specification of your zero dollar laptop for free. It’s entirely legal.

Many versions of Linux are user-friendly. There are lots of help resources online, and there are likely to be local people who’ll be happy to give you advice. You may be unaware of lightweight window-managers that use memory more efficiently. You may never have used powerful, compatible free office and productivity software. It may surprise you to discover that free software can be better than software you can buy. You may be reluctant to invest time, of which you may only have a little, rather than invest money – of which you may have plenty.

Think about the longer-term consequences: buy software and you’ll have to pay again and again. Invest time learning about free software, and you’ll never have to pay for software again. For the sake of the planet, and for the sake of a fair, just, and cohesive society, isn’t it about time you learned? Then maybe you could teach someone else.

You may ask, ‘Why isn’t someone doing something to roll out the zero dollar laptop’? In developed-world economies and cultures we’re familiar with centralised solutions. We’re less familiar with localised, decentralised, do-it-yourself solutions. In this case, that ’someone’ is you. Decentralised solutions like the zero dollar laptop may not seem to be as efficient as centralised solutions. However, efficiency isn’t everything. Solutions of this character are more robust, more
responsive to local circumstances, greener, more flexible, and they encourage local skill development and independence. You may have to spend unpaid time learning about and implementing the distribution of a few zero dollar laptops in your area. Think about the contacts you’ll make and the skills you’ll learn. Think about the skills you’ll help to develop, the lives you may transform, the fun you’ll have. The emergence of the zero dollar laptop as a key computing platform for empowering individuals, stimulating creativity, overcoming poverty and enriching our shared culture is entirely feasible without any additional research, design, or manufacture. We already have all the tools we need – all we need to manufacture is the will to act locally; all we need to replace is the software on our hard drives; all we need to develop is the content of our minds.

This is taken directly from the James Wallbank Manifesto.

25
Mag
07

RAW in GNU/Linux: RawTherapee 2.1

RawTherapeeTempo fa ho fatto una piccola panoramica sui convertitori RAW disponibili su ambiente Open Source e la situazione non era tanto incoraggiante a parte qualche progetto ancora acerbo come RawTherapee e qualche offerta commerciale debole sia sul piano dell’interfaccia grafica che della qualità dei risultati (Bibble Pro). Oggi la situazione è davvero migliorata: è uscito RawTherapee 2.1.

Questo software ha raggiunto ormai la maturita’ in quasi tutti gli ambiti e offre una seria alternativa ai software disponibili su Win. L’interfaccia grafica non è perfetta e un po’ di usabilità in più non guasterebbe, ma è già oggi perfettamente funzionante e non credo che l’autore (si… questo progetto è sviluppato da una persona sola!) si sia dedicato tantissimo a questo aspetto quanto alla qualità della conversione e a velocizzare gli algoritmi di demosaicing e applicazione quasi istantanea delle modifiche all’immagine.

Sul mio portatile, un Pentium-M 1.86GHz, il caricamento dell’immagine è pressochè immediato e la variazione di un qualsiasi parametro richiede al massimo una frazione di secondo.

Quindi non resta che usarlo: RawTherapee 2.1

Magari donare 5$ non è una cattiva idea visto che l’autore mi ha garantito che al piu’ presto rilascerà il software sotto licenza GPL.

22
Mag
07

One Laptop Per Child arriva in Nigeria

OLPC in Nigeria

Sinceramente non so cosa pensare di questa iniziativa. Da un lato e’ positivo che le nazioni piu’ tecnologiche cerchino di non lasciare troppo indietro (tecnologicamente intendo) le altre. Pero’ poi mi chied: ma che cavolo se ne fanno questi ragazzini di questi pur simpatici laptop dalle orecchie verdi?

Voglio dire… se io fossi un ragazzino nigeriano e mi chiedessero se voglio giocare a farmi inseguire da un leone o andare a cacciare gazzelle e stare seduto davanti a uno schermo di pochissimi pollici nemmeno ben illuminato per imparare il python… beh penso che non ci sarebbe storia.

Se un popolo e’ fortunato almeno per il fatto di non avere stress da computer e ce l’ha invece derivante dalla mancanza di medicine, di cibo e di un sacco di altre cose che noi occidentali consideriamo basilari, vogliamo togliergli pure questa fortuna???

Mi sa un po’ di esportazione di democrazia…

Almeno adesso, dopo averlo scritto, so cosa penso di questa iniziativa.

11
Mag
07

Mille cose che con Linux… ma con Win…

pinguinoSono indeciso tra il distruggere questo b-log e scrivere un altro post. Avete capito che non sono riuscito a fare la prima delle due cose…

Ho appena letto un post nel blog di Dan Martin in cui si elencano una serie di cose che si possono fare sotto GNU/Linux ma che la gente che non molla l’o$$o non si sognera’ mai di fare… peccato. Per loro.

La traduzione non e’ mia ma dell’ottimo Felipe pollycoke

  • Aggiornare tutto il software installato con una sola azione – c’è bisogno di spiegarne i vantaggi? Il sistema di repository, equivalente nelle maggiori distribuzioni, garantisce migliaia di pacchetti pronti direttamente accessibili con il gestore dei pacchetti :)
  • Aggiornare quasi qualsiasi software senza dover riavviare – l’unico motivo per cui si consiglia di riavviare è per aggiornamenti del kernel (il cuore di Linux) o nelle guide per neofiti, per semplificare la procedura di riavvio dei servizi.
  • Mantenere il sistema sicuro, senza software dannoso – conseguenza diretta del primo punto, il software è preparato appositamente per il proprio sistema, certificato, firmato, e distribuito tramite gli strumenti messi a punto dal distributore. Niente antivirus, niente firewall esterno, niente adblock/adaware, niente inutili pulizie di sistema e di registro… Linux si installa e si usa, punto.
  • Libertà di usare un intero sistema operativo compreso di uno sterminato parco software gratuitamente e legalmente – questo è un concetto talmente grandioso che bisogna assimilarlo con calma. Non è raro vedere nuovi pinguini cercare di “craccare” NeroLinux, cosa normale per utenti Windows. Con Linux si incoraggia la legalità e il rispetto nei confronti di chi ci porta il codice :)
  • Possivilità di portare le proprie impostazioni ovunque – in Linux tutte le impostazioni e i file personali generati dall’uso ordinario sono depositati nella propria “home” utente. È facilissimo portare queste informazioni e i backup sono trasparenti. È perfino possibile letteralmente copia/incollare un intero sistema operativo basato su Linux da un PC all’altro, grazie alla sua completa apertura.
  • Usare Internet Explorer 5, 5.5, 6e 7 contemporaneamente – ditelo ad un utente Windows e ci resterà di stucco! Con Ies4Linux installare ed usare più di una versione di IE su Linux è molto facile, con Windows è addirittura impossibile :D
  • Capire cosa sta succedendo sul computer – l’utente che vuole accesso ad ogni minima informazione, con Linux può averlo in ogni momento: può controllare ogni singolo dettaglio del funzionamento dell’intero sistema operativo. Ma può anche sbattersene allegramente e usare il PC per lavorarci ;)
  • Personalizzare ogni aspetto del proprio sistema operativo – conseguenza dell’apertura del software libero e della modularità delle applicazioni, chiunque voglia e ne sia in grado può modificare ogni minimo dettaglio. Anche qui, se ne può tranquillamente fare a meno e usare in tranquillità, ma è bello sapere di poter accedere e modificare proprio tutto.
  • Beneficiare della competizione tra i tanti progetti – come spesso indicato, Linux ha un modello di sviluppo molto aperto e questo porta ad una selezione “darwiniana” spietata e meritocratica: solo le soluzioni migliori sopravvivono e lo fanno in base alla qualità, non gli accordi politici, non il furto e il rimaneggiamento di invenzioni altrui ;)
  • Usare le centinaia di ottimi programmi esistenti per Linux – le mie “killer applications” personali sono davvero tante ormai… non potrei fare a meno di GNOME, di Compiz, di Ardour, della shell, di OpenOffice.org… di tutte le applicazioni che uso giorno dopo giorno senza più ricordare lo sconforto di usare Windows e il suo rincorrersi di “Ricorda di registrare il prodotto!” oddio…
  • Imparare, apprezzare e supportare il software libero – le sue contraddizioni, la sua comunità, le sue lotte interne e le minacce esterne, i valori della condivisione delle conoscenze e di crescita… Tengo sempre presente che questo ultimo punto è la base per comprendere il successo di GNU/Linux.

Dai… bastano!

13
Mar
07

Sviluppare foto RAW in GNU/Linux

Se avete una macchina fotografica digitale decente avrete senz’altro usato qualche volta il formato RAW. Questo formato non è altro che l’insieme di dati prodotti dal sensore CCD o CMOS (più o meno trattati e/o compressi.) Il pregio di questo formato è che contiene molte più informazioni sull’immagine rispetto al JPEG che normalmente viene usato dalle macchine fotografiche meno serie.

Il problema è che usando Linux, abbiamo grossi problemi a trovare un programma efficiente e che produca risultati di qualità paragonabile a quella delle applicazioni per Windows. Oggi sembra che la situazione si stia un po’ smuovendo e ci sono varie possibilità.

L’unica vera possibilità per quanto riguarda i programmi commerciali resta Bibble, che però oltre che essere non free è abbastanza macchinoso da usare e le immagini prodotte non sono di mio gradimento: troppo morbide e quasi sfocate. Ma la vera critica è l’intefraccia utente davvero strana.

Se aspettiamo un po’ di tempo, dovremmo poter avere quello che è considerato il miglior convertitore RAW sul mercato anche sotto Linux: RAWMAGICK. Sul sito dicono di essere prossimi al rilascio di una versione per Linux, ma ancora non ho testato il programma.

Se siamo dei fanatici della riga di comando, non abbiamo tanti problemi perchè c’è dcraw del grande Dave Coffin che ci permette di ottenere risultati notevoli al prezzo di una sintassi abbastanza criptica almeno all’inizio. Ma il vero problema è la gestione dei profili di colore e la difficoltà nel processare una quantità anche modesta di immagini in una volta sola.

Ora c’è un programmino gratuito, ma non open source che si chiama RawTherapee che secondo me è davvero notevole sia come qualità finale delle immagini che come usabilità dell’interfaccia. Se consideriamo che questo programma è stato scritto da una persona sola in poco tempo… è davvero un capolavoro. I difetti sono i soliti della gioventù: un po’ lento nella conversione, qualcosa da rivedere nell’usabilità e ogni tanto instabilità che porta a qualche crash. Tutto sommato notevole.

Di sicuro avrò dimenticato qualche possibilità che ci offre il mercato come ad esempio utilizzare software per Win tramite WINE, ma dopo aver sbattuto la testa per un po’ con Rawshooter Essential e aver ottenuto delle immagini con colori totalmente sballati… ho lasciato perdere.

Spero che questa panoramica sia utile a qualcuno e se avete qualche suggerimento… fatemi sapere!

05
Mar
07

M$ Vi$ta e l’impatto ambientale

Steve Ballmer o un tricheco?M$ introduce Vista e i requisiti hardware di questo nuovo sistema operativo sono molto piu’ stringenti rispetto a XP e a GNU/Linux. Questo apparentemente non e’ un problema per chi decide di non adottare questo sistema operativo, ma se si puo’ prevedere cosa accadra’ nei prossimi mesi e anni: un massiccio abbandono dell’hardware che di colpo diventa obsoleto e incapace di far girare il nuovo software. Ovvero: un aumento dell’inquinamento ambientale di notevoli proporzioni non compensato da un reale vantaggio per l’utente. Questo puo’ accadere solo perche’ viviamo una situazione di monopolio del software che ci fa dipendere tutti dalle scelte di un solo soggetto. E’ quello che accadrebbe se la FIAT introducesse un nuovo modello di macchina, piu’ bello esteticamente del precedente, ma con un consumo di carburante triplo: se la FIAT fosse monopolista, saremmo obbligati prima o poi a comprarlo anche noi. Per fortuna non e’ piu’ cosi’ nel mondo dell’auto e la globalizzazione serve a qualcosa di positivo.
La soluzione a questo problema dipende solo dalle nostre scelte. Oggi abbiamo la possibilita’ di “comprare un’altra auto” che consuma meno, e’ piu’ divertente e sicura da guidare e ormai e’ anche decisamente piu’ bella da vedere. Il solo problema e’ l’esistenza di qualche applicazione specifica (vedi giochi) di cui non esiste l’equivalente in campo open source. Questo deriva solo dal fatto che se il mercato si affida a un solo soggetto, nessuna azienda investira’ tanto per raccogliere le briciole. Per fortuna la situazione sta cambiando in modo abbstanza rapido.