questo blog contiente materiale frutto di pensieri in liberta’ e mescolati con grande incoerenza
e’ permesso qualsiasi utilizzo possibile (quindi credo nessuno) del materiale qui deposto
magari mi incuriosirebbe sapere se qualcuno riesce a utilizzarlo veramente… mandatemi un email… I would be amazed!
sono ammessi anche utilizzi commerciali delle idee qui svolazzanti
diciamo che tutto quello che trovate qui dentro (o qui fuori) e’ anche vostro, come se l’aveste trovato per strada, ve lo regalo
l’unica cosa che chiedo e’ che citiate la fonte…
La storia di un blog che non è più blog che si è trasformato in in se stesso prendendo consapevolezza del proprio non essere pur essendo sempre visto che si accetta libertà di pensiero e visto che le singole parole non servono a nulla se non nel loro comune avvicendarsi colgo l’occasione per sproloquiare macchèdico per sprolocuiare divertevolissimevolmente la mente non ha confine e l’uomo non è uomo i punti e le virgole non esistono e non esiste neanche il senso e le cose si legano per la non logica un fiume in piena di pensieri che non son altro che piccole scosse di energia che si confondono tra le correnti di flussi chimici perdonate la logica esistente o non esistente non fa niente la mia arte è solo al suo debutto e non fa sosta non guarda e non ascolta ma finge
Qui, si continua a fraintendere.
Prender la follia per gioco, o giochicchiare a fare i folli, è solo un modesto modo per assicurarsi che matti non si è.
Altra cosa è la follia. Quella che non finge di uscir da binari, dai gangheri e quant’altro. Follia non è quella picciolina che si finge per dipingersi da matti, ma è quella sanissima “nube d’inconoscenza” che abbagliando le cose le ricopre di coltre sibillina.
Non è finger di non capire, follia. E’ capir d’eccesso.
Quindi non si finga di mischiar le carte (le parole) quando di queste non si sa che farsene. Ma ci si raccimoli come un mazzo d’assi e ci si getti in una briscoletta… a far della vita il gioco assassino che essa è.
Quindi, cara Sig.na Michela, si tenga i suoi sberleffi al discorso, le sue pantomime surrealistiche, e s’inizi non a “fingere” il vero, ma a fingere il falso.