Archivio per Giugno 2008

16
Giu
08

Energia, informazione, ignoranza, ambiente

Si tratta solo di capire cosa si vuole. Ogni soluzione va nella direzione di una esigenza, e quasi mai le esigenze sono condivise. Quasi sempre c’e’ qualcuno che rende condivise delle esigenze elitarie tramite la potenza di fuoco della comunicazione sfruttando la ricettivita’ amplificata dall’ignoranza diffusa.

A quanto sembra siamo in procinto di riscoprire l’acqua calda. Stavolta scaldata da qualche atomo che, stimolato da qualche neutrone, decide di scindersi. A catena, in modo che da questo escano altri neutroni e rompano qualche altro atomo. Per fortuna c’e’ qualche ostacolo acquoso o grafitoso che ne diminuisce l’efficacia altrimenti salteremmo tutti per aria. Tutta questa confusione controllata di atomi che si spaccano non esplode ma si scalda parecchio e ci scalda l’acqua che diventa vapore come quando facciamo la pasta. Questo vapore accumula pressione come in una grossa pentola per farci il minestrone e basta aprire una valvola per farlo arrivare velocissimo alla turbina che girando produce energia elettrica esattamente come la dinamo accende le luci della bici la sera. Solo un po’ piu’ grande e rumoroso. Apparentemente non tanto inquinante perche’ l’atomo mica puzza, mica fuma.

Che bello quest’atomo. Peccato che pochi si chiedano da dove arriva questo materiale carico di atomi dispostissimi a spaccarsi che si chiama uranio. L’uranio non si trova quando andiamo a cercare funghi, e nemmeno nel letto dei fiumi pronto ad essere setacciato come l’oro del Klondike ai tempi della conquista del West… Questo elemento misterioso si trova in pochissimi luoghi al mondo in quantita’ relativamente modeste e nessuno dice mai che per raffinarne una tonnellata che possiamo mettere in una centrale nucleare serve scavare un migliaio di tonnellate di materiale grezzo nelle miniere. Pochi sanno ad esempio che questo materiale grezzo deve essere lavorato tantissimo e con grande dispendio d’energia prima che possa essere usato.

E se si va a fare un calcoletto, si scopre che con il diminuire della qualita’ del minerale estratto, la quantita’ di anidride carbonica emessa durante tutto il ciclo di vita di una centrale nucleare e’ grosso modo la stessa di una mediaticamente diabolica centrale a carbone o a olio combustibile! Questo senza considerare che costruendo piu’ centrali nucleari il minerale diventera’ sempre piu’ povero di uranio con una velocita’ sempre maggiore e nel giro di un decennio le emissioni di gas serra dovute al nucleare per unita’ di energia prodotta diverranno superiori a quelle delle centrali classiche.

In ogni caso, facendo finta che il nucleare sia CO2-free, costruire oggi nuove centrali nucleari e’ da pazzi perche’ sappiamo che le scorte di uranio potranno durare al massimo qualche decennio. Sempre che il numero di centrali non aumenti! Costruendo una centrale da 1500 MW spendendo 5 miliardi di euro oggi in Italia, in quanti anni possiamo sperare di ammortizzare questo costo? Nessuno lo puo’ dire con certezza perche’ nessuno ha il controllo del costo dell’uranio a lungo termine. E se le tendenze attuali indicano qualcosa, il prezzo non sta semplicemente aumentando. Sta esplodendo.

Un mio amico economista dopo aver sentito queste motivazioni mi ha chiesto: ma se tutto cio’ che dici e’ vero, come mai qualcuno si ostina a voler riprendere il cammino nucleare in Italia? Con tutta la buona volonta’ non riesco a trovare dei motivi validi sia economicamente che dal punto di vista ambientale. L’unico motore che possa spingere in questa direzione penso che sia semplicemente il “fare qualcosa di visibile” un po’ come a suo tempo fu obbligarci ad accendere sempre i fari delle automobili. Un po’ mi ricorda un famoso ponte su un famoso stretto che non serve a molti, ma induce un vortice di denaro pubblico che tutti sanno dove sara’ incanalato.