16
Ott
07

ceci n’est pas un titre – ovvero – direzione obbligata di un insieme di corpi

quando non si ha nulla da dire e’ necessario dire qualcosa. quando e’ necessario dire qualcosa non si ha nulla da dire. quando non e’ necesario dire qualcosa, qualcosa saltera’ fuori dal nulla.

non che con le tre frasi precedenti volessi dire qualcosa… pero’ qualcosa esce sempre dal flusso di idee cretine che ci viaggia in testa in quasiasi istante.

una volta ho incontrato il libero arbitrio e sono stato ammonito. da quel momento seguo le leggi di Newton con piu’ attenzione.

succedono cose strane nel mondo: premi nobel per la pace ad americani maestri del marketing, monaci buddisti che si fanno spingere dagli americani a buttare giu’ un regime che nella piu’ rosea delle aspettative verra’ sostituito da un altro equivalente ma stello-strisciato, veltroni eletto segretario del PD(!), il buco dell’ozono si e’ quasi richiuso, l’anidride carbonica continua a salire e con lei la temperatura degli autunni.

l’italia e’ (quasi) un paese perfetto: per diventarlo basta eliminare il blog di grillo, report e annozero. certo pero’ che ogni volta che si mette la polvere sotto il tappeto prima o dopo uno sbuffo di vento la tira di nuovo fuori.

la societa’ moderna e’ troppo complicata per essere veramente capita da qualcuno. non che sia mai stato distribuito un manuale di istruzioni pero’. ma come si fa a barcamenarsi tra grillo che porta in piazza un milione di persone nervosucce perche’ le cose non vanno e fini che dice di aver portato in piazza mezzo milione di persone per lo stesso motivo e per la sicurezza(!)

poi ci sono i 3.302.768 votanti per il PD che va sempre piu’ lontano da dove era partito… DP! bello questo pd, almeno ha una sigla simmetrica quando la scrivo in minuscolo ma non si capisce molto se quello che vogliono i suoi dirigenti lo vogliono anche i suoi elettori.

la democrazia e’ semplice: basta mettere un segno sul simbolo che ti fa meno paura. la democrazia si basa sulla teoria della misura, no per fortuna non c’entra l’integrale di lebesgue e nemmeno l’insieme di cantor… no, in democrazia vince chi decide di usare il termometro che gli fa piu’ comodo: la legge elettorale.

penso che tirare a sorte sarebbe meno ingiusto: almeno avremmo una vera alternanza al governo, zero elezioni truccate, zero controllo sulle televisioni e sui mezzi di informzione, zero interviste ai politici all’ora di pranzo, zero tribune elettorali. mica male.

certo il popolo potrebbe innervosirsi… cosi’ non puo’ piu’ esprimere il suo voto accidenti. non puo’ piu’ andare a giocare la schedina ogni cinque anni. poverino, lui, il popolo che si impegna tanto a capire come funziona la societa’, e poi lo si defrauda di un diritto (non da lui) acquisito. diciamoci la verita’, le elezioni oltre quelle del sindaco sono una buffonata. almeno il sindaco se vuoi puoi andare a vederlo, scocciarlo, pedinarlo… a veltroni chi lo vede piu’ dopo che l’hai eletto? se vuole il mio voto mi deve lasciare almeno un recapito telefonico o il suo email.

forse il problema sono questi stati abnormi da quasi cento milioni di abitanti ad essere il vero ostacolo alla democrazia. o forse il problema e’ che siamo in troppi e il troppo come si sa…


8 Risposte a “ceci n’est pas un titre – ovvero – direzione obbligata di un insieme di corpi”


  1. 1 marcogoni
    17 Ottobre, 2007 alle 3:28 am

    “Mi capite, no?… Fra ideologie di sinistra dichiarate e dimostrate assurde nella pratica… giacché a me interessa la libertà di leggere e scrivere e comunicare, e non già di sviluppi di industrie pesanti o di partiti da cui derivano tutti i nostri mali… E gruppi di destra condannati nella loro forma attuale alla violenza legale o all’impotenza… O se no, dopo le bombe e gli attentati e i complotti, le nuove forme d’una vecchia dittatura… o le forme vecchie d’una dittatura nuova… [...]
    Ho cercato, proprio perchè ne sentivo per istinto l’attrazione, di non accettare mai le ideologie che proclamano l’assurdità feriale dell’esistenza, la nausea sistematica, la disperazione longeva, l’Angst professionale. Non sono riuscito a niente. Nei giornali, i titoli della guerra d’Algeria li ho evitati per anni; ed è stato facile, come quando ero ragazzo e non toccavo uno sporco quotidiano, riaprivo il Télémaque interrotto quando m’avevano chiamato per andare a tavola.
    Non ho mai trattato quei tipi di engagés cretini che si pretendono élite e coscienza d’una classe operaia che non hanno mai visto [...]
    … Questi che dopo aver passato tutto il giorno in cattedra, e tutta la notte a preparare una licence e una maîtrise e una agrégation dopo l’altra, e aver concorso a tutte le borse possibili, si trasferiscono al caffé per reclamare l’abolizione di tutte le istituzioni, a cominciare da tribunali e ospedali e giornali e naturalmente tutte le scuole… avidi e ingordi egualmente di esaltazioni e di rifiuti, purché pubblicitari e momentanei…”

    Alberto Arbasino_ “Fratelli d’Italia”, Adelphi, 2000, Milano
    pag. 81-83

  2. 17 Ottobre, 2007 alle 7:24 am

    bravo questo arbasino,
    quell’arbasino che dall’83 all’87 fu deputato del Partito Repubblicano, si quello di La Malfa, il partito del caviale…
    quell’arbasino che scrive da trent’anni su repubblica perche’ a lui interessa solo comunicare dimenticando che da un giornale non si comunica ma si pontifica…

  3. 3 marcogoni
    17 Ottobre, 2007 alle 7:44 am

    Amministratore:
    Primo che il Commintern ha chiuso i battenti da tempo. Poi non mi risulta in nessuna biografia che Arbasino abbia partecipato alla politica come candidato di partito.
    Ma se anche fosse?
    Forse che cio’ pregiudica il suo testo?
    … come un tempo il fatto che Pound avesse “appoggiato” il fascismo era un motivo più che valido di non leggere le sue poesie?

    … i censori, sempre col sorriso… e con molto fard… non iniziamo con le liste di prescrizione, se no si inizia a fare i “grilli” della situazione…

    Tutti in piazza contro Arbasino perchè avrebbe partecipato ad un qualche partito politico!!!

    Il libro conta, la persona è solo un aggregato di cellule costrette al circo-stante.

    … allora non si leggano neanche le mie parole, perché quando ero piccolo usavo le scarpe Nike senza rispetto per i lavorattori-bambini sottopagati dell’asia, che mettevano l’air alle mie AirMax da 300MILA LIRE!

  4. 4 marcogoni
    17 Ottobre, 2007 alle 7:48 am

    … e poi… hai mai letto un suo articolo di giornale?
    ti sembrano articoli giornalistici?
    Ti sembrano cose di “buon senso comune” quelle che scrive?

    Cosa si deve fare allora?
    Neppure scrivere su un blog, perchè in ogni modo questo è inquinato? inquinato dal sistema di produzione che ci mette a disposizione internet?
    Perchè poi col blog spreco energia elettrica e poi cosa mangeranno mai se io la spreco, i bambini in quell’Africa, oh poveretti!???

    … e poi, forse, la questione è che:

    No, non sto parlando di quell’Arbasino che avrebbe partecipato con LaMalfa ad un qualche partito… ma sto parlando si Arbasino, quello che ha scritto Fratelli d’Italia…

  5. 26 Ottobre, 2007 alle 12:41 pm

    Già, mi piace la tua critica all’esitente ma allo stesso tempo la rivendicazione della possibilità di fare le cose. Realismo ed utopia.
    Io ho smesso di votare e conosco bene l’atteggiamento settario di chi, quando leggevo Mishima, da retoricissimo e chierichettissimo ragazzo cresciutello della Fgci mi diceva che leggevo robaccia fascistoide… I soliti pontificatori, come quel tizio fascistissimo che a scuola mi illustrava come, con le liste di proscrizione, si sarebbe potuta salvare la patria. Era una vittoria, per me, nel primo caso rifiutare recisamene di farmi la tessera della Fgci, e nell’atro di vedermi promettere le botte per le mie risposte e poi non averle mai prese.

    Uno come quello della Figc me lo vedrei bene oggi nell’entourage di Veltroni… E pensare che anche io ho provato ad entrare il quello che era il Pds, così, per portare un po’ della confusione che avevo dentro, e che quando ha smesso di voler essere rappresentata, si è allegramente dispiegata per la sana libertà che era. Di pensiero, di amore. E slegata dal ricatto elettorale.

    saluti libertari
    el

  6. 6 marcogoni
    26 Ottobre, 2007 alle 3:11 pm

    Hasta la sconfitta. Siempre, amen.

    … Si’, Realismus und Utopia… ma con una tendenza maggiore al prendere fischi e fiaschi e farne man bassa.
    Tutto questo per non dire di più, è chiaro, no?

    … è credo importante specificare un punto almeno: la critica alla democrazia o chi per lei, non nasce da delusioni “storiche”, da ritrattazioni personali, che mi hanno portato dalla speranza di un mondo mogliore, alla disperazione d’un mondo alla rovescia, cara all’anarchismo…. non è qualcosa di voluto, mi capita d’essere sgarbato (per antonomasia…)

    PS
    … e poi, i saluti, anche se libertari, sono sempre un “patto”, una volontà d’amicizia, di collaborazione, di rispetto… l’amicizia è settaria, la setta è portere…

    Io preferisco non essere io… non poter far setta con un bel niente…
    Un Nessuno contro tutti….

    Distinte distinzioni:
    da
    “Un compagno-camerata che si scalda la faccia in un match di boxe autoriflessivo”.

  7. 7 marcogoni
    26 Ottobre, 2007 alle 3:21 pm

    TRA LE VIRGOLETTE

    tra le virgolette del post precedente manca

    “I wuold prefer not to”…
    tratta da Melville _ Bartleby, lo scrivano.

    Un saluto (?)…

  8. 8 Dicembre, 2007 alle 12:54 pm

    Che dire? Ripasso qui dopo un po’ e trovo la risposta, però sai, essere nessuno, od anche Nessuno, è solo uno stratagemma retorico, dato che tu sei qualcuno, e vben calato nelle relazioni, nei rapporti, etc.
    Dunque non si può fuggire, da nessuna parte.
    saluti e basta
    ;-P
    el


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