
tutto ciò che vedo è estremamente definito. riesco sempre a esprimere i sentimenti con precisione chirurgica. sono un venditore ambulante di ricci.
ho visto un tramonto. come averli visti tutti. d’altra parte un tramonto e’ un tramonto che altro puo’ essere. c’e’ un sole giallo arancio che scende sempre piu’ giu’ e dopo un po’ non si vede piu’. anche il sole poi, sempre uguale, sempre tondo. certo, durante le eclissi qualcosa cambia, ma alla fine, anche le eclissi, vista una, viste tutte. al mio album manca solo un sole eclissato che tramonta. si, questa mi manca. ieri ho pescato al fiume delle carpe grandissime. pero’ che pizza, il fiume e’ sempre lo stesso, stessa acqua, stesse carpe puzzolenti. vabbe’ quando mi stanco posso sempre fare altro. potrei comprarmi una moto da 300 cavalli e fare sempre da zero a cento in 2.56 secondi. son sicuro che dopo un po’ pero’, se non mi ammazzo prima, mi annoierei. forse la pittura. alle medie mi dicevano che ero portato per la pittura. magari potrei fare un sacco di soldi vendendo quadri. potrei dipingere un tramonto o due, chissa’.
imprecisione, concisione, approssimazione, efficacia, comunicabilita’. tutto cio’ che dico non centra mai il bersaglio. non c’e’ il bersaglio, come potrei centrarlo. parlare di dodecaedri da abitante di flatland. come fare? raggiungo il bordo dell’oggetto e l’oggetto cambia forma sotto di me. uso un grandangolo e forse sarebbe andata meglio una focale lunga. concetti fluidi cristallizzati in una sola forma delle infinite possibili. analogie creative l’unica salvezza di chi non ci rinuncia, non ha perso la speranza. la forma del fumo non ammette concisione, troppe parole per renderlo e lui e’ gia’ svanito nel nulla.