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Lug
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Attenzione

Toucher Pas!


2 Risposte a “Attenzione”


  1. 1 Stéphane Mallarmé
    2 Luglio, 2007 alle 1:09 pm

    Qu’on s’en suovienne, je ne jouis pas, mais je vis dans la beauté…

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    Rien ne me touche.

  2. 2 Lucio
    20 Settembre, 2007 alle 1:05 am

    Parlare d’alcunchè. Ma parlare.

    Cos’è mai questo strano bisogno di farlo?
    Dover parlare, voler parlare.
    Un sentore di amoniaca dietro la nuca e il gioco è fatto: si è soli, soli soli soletti, perchè ci si sente abbandonati. Nella propria scialupa al centro dell’oceano di sicità, con cosi’ tanto spazio a sedere, e nessuno che osi accostrarsi.

    Da qui dentro, da questo deserto interminato, parlare è una gioia del cuore, un distendersi carezzevole degli stritolanti crampi all’addome…
    Da qui dentro, s’ha bisogno di parlare, di addizionare sciarade ai sogni che l’altro ci propone remando con l’altro braccio.

    Mai la solitudine è più sola di quando è abbandonata.
    La solitudine di voler parlare e non trovare che una cornacchia gracchiante a mille nomi come amico, è certo disperante e sconfortante; si potrebbe credere d’essersi affidati solamente ad uno stolto qualunque.
    Ma la solitudine di colui che vorrebbe parlare, ma si trova per edito eclesiastico la porta sbarrata al colloquio,al dialogo, convivio, è una solitudine ancora più disperante. Perchè aggiunge al “non poter”, il “non voler” che si manifesta con la protervia al silenzio dell’altro; che non risponde, non perchè in quel momento non capace, non AVVEDUTO e quindi gracchiante blatterio, ma perchè sembra, cosi’ ha deciso.

    … dal galleggiare ansimante a spasmi tutti in solitario, si spera, si prega che qualcuno sappia rispondere.


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