Archivio per Maggio 2007

27
Mag
07

Arte: impegno, possessione divina o entrambi?

Steve Coleman

Chi e’ l’Artista oggi? Chi era ieri? Che ruolo ha la predisposizione naturale o l’impegno individuale nel far definire qualcuno un artista? Ovvero, artisti si nasce o si diventa? Che relazione c’e’ oggi tra Arte e Mercato? Qual’e’ il giusto compenso per l’Artista?

Bene, forse 16 volumi di grossa taglia non basterebbero a sviscerare in tutti gli aspetti queste troppe domande e certamente non darebbero risposte definitive. Ammesso che ne esistano.

Quando qualcuno produce qualcosa, quasiasi cosa, una sedia, un libro, un pensiero scritto, una girandola o una gabbietta per uccellini, c’e’ il rischio che non venga presa per quel che e’, ma venga definita ARTE. La probabilita’ e’ piccola, ma esiste. La definizione di Arte e’ decisamente sdrucciolevole e quasi certamente qualsiasi definizione si dia sara’ ridicola, limitante e in sostanza sbagliata. Forse potremmo definire l’arte come quel qualcosa che non si lascia definire, come mi pare abbia detto Berio per la musica (subito smentendosi), ma pur essendo la definizione che funziona di piu’ almeno per me, non funziona affatto bene.

Ma allora chi o cosa stabilisce quando una cosa e’ Arte o e’ artigianato? Qualcuno potrebbe dire: “gli esperti”, qualcun altro dira’: “quando ha successo commerciale”, “quando trova il suo pubblico”. Qualcun altro arrivera’ a definire Arte qualsiasi cosa che susciti emozioni pur non essendo stato progettato per farlo. Ad esempio un bel paesaggio non l’ha mica progettato qualcuno eppure funziona piuttosto bene dal punto di vista emozionale. Magari un bello scorcio di Milano 2 con aiuola e laghetto finto sono un po’ meno “artistici”…

Van Gogh...Io credo che una caratteristica che ogni opera d’arte deve assolutamente possedere e’ l’incontenibilita’ nella mente dell’osservatore. Pero’ non bisogna esagerare! Se faccio sentire le Variazioni Goldberg suonate da Gould a uno che di solito non va oltre gli U2, al massimo mi devo aspettare: cavolo, bello il suono di questo pianoforte! E’ la sensazione di stupore per qualcosa che e’ andato piu’ in la’ di quello che riusciamo a concepire che contribuisce al farci dire: questa e’ Arte. Se mi sente Ratzinger o il suo caro amico Marcello Pera mi da subito del Maledetto Relativista che scombina le sfere celesti (o azzurre…) ma me ne infischio abbastanza.

Ma qui L’Amministratore, come lo chiama il polimorfo commentatore (s)mascherato, inizia a divagare perche’ il carbone ardente e’ difficile da tenere in mano per troppo tempo. Vediamo di ricomporre il quadro che si era schematizzato a matita all’inizio.

Ci sono varie forze oggi che fanno si che le persone siano sempre meno originali quando si esprimono non perche’ stiamo diventando tutti piu’ stupidi o dediti alla progettazione di ingranaggi invece che di grandiose sinfonie per oboe e martello pneumatico. No… il fatto e’ che il minestrone ha sempre piu’ ingredienti e venirne fuori con qualcosa di mai visto diventa sempre piu’ maledettamente difficile. Parafrasando la meccanica statistica, piu’ il sistema e’ esteso, piu’ le sue fluttuazioni sono piccole e rare. Ma allo stesso tempo c’e’ sempre piu’ gente che si dedica alla “produzione artistica”. Delle due forze, chi vince?

Tempo fa mi e’ arrivato all’orecchio un nome: Allevi. Un allegro ragazzo che tutti dicono essere un prodigio pianistico. Il nuovo Brahms l’ha definito qualcuno che non aveva digerito benissimo. Colto da curiosita’ ho scaricato illegalmente un suo brano mp3 e ho ascoltato forse per la meta’ del brano. Di piu’ non ce l’ho fatta. Una sinfonia di stereotipi e’ fuoriuscita dalle misere casse e non sono riuscito a completare l’ascolto di un singolo brano. Ora, che il ragazzo sia tecnicamente dotato, non ci piove. Ma, is it Art? Beh se la stessa registrazione la ascolta qualcuno che non ha mai sentito The Koln Concert di Keith Jarrett, potrebbe anche essere scambiata per arte. Ma non voglio prendermela con questo povero ragazzo che una tesi di laurea in Filosofia sul “Vuoto nella Fisica Moderna” ha di certo provato e sforzato. Basta non scaricare illegalmente i suoi brani e non fa danno a nessuno!

KandinskiIl problema e’ la diffusa applicazione delle regole del Mercato all’arte. Se voglio fare soldi, fondo una ditta che produce qualcosa che serve a un bel numero di persone e tutto va bene. Peccato che oggi l’arte, e in particolare la Musica, sono un bene di consumo, e sono costituite per la maggior parte da prodotti finalizzati al soldo e non, viceversa, frutto dell’incontenibile espressivita’ di qualche mente geniale che non puo’ fare a meno di vomitare su qualcuno o su qualcosa quello che ha dentro. Disinteressatamente. Eh si, e’ dura ma si puo’ progettare un ponte o un aereo a reazione, una bicicletta o un tritapane ma non si puo’ decidere un certo momento di produrre Arte. La divina possessione che guida la mano mentre produce il contenuto sublime non si puo’ prenotare ne per telefono, ne via internet. Si puo’ al massimo fertilizzare il terreno perche’ la cosa sia meno improbabile. Beh, pensateci, mica uno pensa: ora produrro’ qualcosa che nessuno ha mai fatto prima! La mente razionale riesce a gestire a maraviglia le cose gia’ viste, le piace maledettamente il ciclico, la cometa che passa ogni 78 anni, la combinazione lineare di elementi gia’ noti: in sostanza, la manipolazione di mattoncini Lego. Ogni tanto, non per nostri meriti, cade dal cielo la Fluttuazione Divina e un nuovo mattoncino si aggiunge alla collezione e magari si passa dalle rappresentazioni rupestri a Van Gogh e tutti gridano all’Artista.

Essere artisti oggi e’ davvero durissima. Se scrivi un bel libretto che piace a un sacco di gente, subito l’editore ti propone un contratto a un anno per pubblicarne un altro. Per carita’, non voglio sembrare troppo ingenuo fingendo di non sapere che da sempre il Padrone ha finanziato l’Artista per il suo gaudio e per cantarne la magnificenza, ma la liberta’ di manovra mi sembra sempre minore.

Tutto sommato qualcuno che tira fuori qualcosa di interessante ogni tanto salta fuori dal griogiore diffuso. E allora… solo un sacco di parole con cui ho solo smosso un po’ d’aria battendo sulla tastiera e alla fine la consapevolezza che tutto se ne va in calore: sia l’arte che l’impegno, sia il pittore che lo zappaterra.

25
Mag
07

RAW in GNU/Linux: RawTherapee 2.1

RawTherapeeTempo fa ho fatto una piccola panoramica sui convertitori RAW disponibili su ambiente Open Source e la situazione non era tanto incoraggiante a parte qualche progetto ancora acerbo come RawTherapee e qualche offerta commerciale debole sia sul piano dell’interfaccia grafica che della qualità dei risultati (Bibble Pro). Oggi la situazione è davvero migliorata: è uscito RawTherapee 2.1.

Questo software ha raggiunto ormai la maturita’ in quasi tutti gli ambiti e offre una seria alternativa ai software disponibili su Win. L’interfaccia grafica non è perfetta e un po’ di usabilità in più non guasterebbe, ma è già oggi perfettamente funzionante e non credo che l’autore (si… questo progetto è sviluppato da una persona sola!) si sia dedicato tantissimo a questo aspetto quanto alla qualità della conversione e a velocizzare gli algoritmi di demosaicing e applicazione quasi istantanea delle modifiche all’immagine.

Sul mio portatile, un Pentium-M 1.86GHz, il caricamento dell’immagine è pressochè immediato e la variazione di un qualsiasi parametro richiede al massimo una frazione di secondo.

Quindi non resta che usarlo: RawTherapee 2.1

Magari donare 5$ non è una cattiva idea visto che l’autore mi ha garantito che al piu’ presto rilascerà il software sotto licenza GPL.

23
Mag
07

Legal Torrents: musica e film

bittorrentHo scoperto questo sito molto interessante in cui si puo’ scaricare un bel po’ di materiale open source rilasciato quasi tutto con licenze Creative Commons di vario genere. C’e’ un po’ di tutto: dai film ai documentari, dagli audiolibri agli album di technogrunge-jazz-hiphop.

A seconda della licenza con cui vengono rilasciati i documenti, e’ lecito ad esempio rimontare un film in modo diverso dall’originale e ridistribuirlo, oppure prendere pezzi da brani musicali e usarli per altri album o come colonna sonora di un proprio film. Le possibilita’ sono notevoli e il limite e’ solo la creativita’.

Qualche esempio:

Route 66 – un documentario in cui tre ragazzi tedeschi vanno all’avventura su una vecchia Cadillac da New York a San Diego… coast to coast!

Star Wreck - parodia di Star Trek prodotta da alcuni ragazzi in un appartamento di due stanze…

Field Trip: West Siberia – viaggio nella Siberia Occidentale da Sud a Nord.

il resto lo devo ancora scoprire…

22
Mag
07

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questa pagina e’ stata volutamente lasciata in bianco

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22
Mag
07

One Laptop Per Child arriva in Nigeria

OLPC in Nigeria

Sinceramente non so cosa pensare di questa iniziativa. Da un lato e’ positivo che le nazioni piu’ tecnologiche cerchino di non lasciare troppo indietro (tecnologicamente intendo) le altre. Pero’ poi mi chied: ma che cavolo se ne fanno questi ragazzini di questi pur simpatici laptop dalle orecchie verdi?

Voglio dire… se io fossi un ragazzino nigeriano e mi chiedessero se voglio giocare a farmi inseguire da un leone o andare a cacciare gazzelle e stare seduto davanti a uno schermo di pochissimi pollici nemmeno ben illuminato per imparare il python… beh penso che non ci sarebbe storia.

Se un popolo e’ fortunato almeno per il fatto di non avere stress da computer e ce l’ha invece derivante dalla mancanza di medicine, di cibo e di un sacco di altre cose che noi occidentali consideriamo basilari, vogliamo togliergli pure questa fortuna???

Mi sa un po’ di esportazione di democrazia…

Almeno adesso, dopo averlo scritto, so cosa penso di questa iniziativa.

13
Mag
07

Turchia – Italia: 1-0

Turchia in piazzaMentre in Turchia si manifesta (una marea umana di piu’ di un milione e mezzo di persone) per far si che lo Stato rimanga laico, in Italia scendono in piazza centinaia di migliaia di persone per affermare delle vetuste idee proprie della religione di stato che in teoria non dovremmo avere. Poco piu’ di una settimana fa, Andrea Rivera ha detto dal palco del concerto del Primo Maggio delle cose apparentemente ovvie che non dovrebbero scatenare nessuna reazione in un Paese maturo. Invece, il putiferio. Sindacati in testa: vergogna!

Il disgusto mi impedisce di commentare oltre

Complimenti ai turchi. Li facevo meno laici e son contento di essere smentito.

11
Mag
07

Mille cose che con Linux… ma con Win…

pinguinoSono indeciso tra il distruggere questo b-log e scrivere un altro post. Avete capito che non sono riuscito a fare la prima delle due cose…

Ho appena letto un post nel blog di Dan Martin in cui si elencano una serie di cose che si possono fare sotto GNU/Linux ma che la gente che non molla l’o$$o non si sognera’ mai di fare… peccato. Per loro.

La traduzione non e’ mia ma dell’ottimo Felipe pollycoke

  • Aggiornare tutto il software installato con una sola azione – c’è bisogno di spiegarne i vantaggi? Il sistema di repository, equivalente nelle maggiori distribuzioni, garantisce migliaia di pacchetti pronti direttamente accessibili con il gestore dei pacchetti :)
  • Aggiornare quasi qualsiasi software senza dover riavviare – l’unico motivo per cui si consiglia di riavviare è per aggiornamenti del kernel (il cuore di Linux) o nelle guide per neofiti, per semplificare la procedura di riavvio dei servizi.
  • Mantenere il sistema sicuro, senza software dannoso – conseguenza diretta del primo punto, il software è preparato appositamente per il proprio sistema, certificato, firmato, e distribuito tramite gli strumenti messi a punto dal distributore. Niente antivirus, niente firewall esterno, niente adblock/adaware, niente inutili pulizie di sistema e di registro… Linux si installa e si usa, punto.
  • Libertà di usare un intero sistema operativo compreso di uno sterminato parco software gratuitamente e legalmente – questo è un concetto talmente grandioso che bisogna assimilarlo con calma. Non è raro vedere nuovi pinguini cercare di “craccare” NeroLinux, cosa normale per utenti Windows. Con Linux si incoraggia la legalità e il rispetto nei confronti di chi ci porta il codice :)
  • Possivilità di portare le proprie impostazioni ovunque – in Linux tutte le impostazioni e i file personali generati dall’uso ordinario sono depositati nella propria “home” utente. È facilissimo portare queste informazioni e i backup sono trasparenti. È perfino possibile letteralmente copia/incollare un intero sistema operativo basato su Linux da un PC all’altro, grazie alla sua completa apertura.
  • Usare Internet Explorer 5, 5.5, 6e 7 contemporaneamente – ditelo ad un utente Windows e ci resterà di stucco! Con Ies4Linux installare ed usare più di una versione di IE su Linux è molto facile, con Windows è addirittura impossibile :D
  • Capire cosa sta succedendo sul computer – l’utente che vuole accesso ad ogni minima informazione, con Linux può averlo in ogni momento: può controllare ogni singolo dettaglio del funzionamento dell’intero sistema operativo. Ma può anche sbattersene allegramente e usare il PC per lavorarci ;)
  • Personalizzare ogni aspetto del proprio sistema operativo – conseguenza dell’apertura del software libero e della modularità delle applicazioni, chiunque voglia e ne sia in grado può modificare ogni minimo dettaglio. Anche qui, se ne può tranquillamente fare a meno e usare in tranquillità, ma è bello sapere di poter accedere e modificare proprio tutto.
  • Beneficiare della competizione tra i tanti progetti – come spesso indicato, Linux ha un modello di sviluppo molto aperto e questo porta ad una selezione “darwiniana” spietata e meritocratica: solo le soluzioni migliori sopravvivono e lo fanno in base alla qualità, non gli accordi politici, non il furto e il rimaneggiamento di invenzioni altrui ;)
  • Usare le centinaia di ottimi programmi esistenti per Linux – le mie “killer applications” personali sono davvero tante ormai… non potrei fare a meno di GNOME, di Compiz, di Ardour, della shell, di OpenOffice.org… di tutte le applicazioni che uso giorno dopo giorno senza più ricordare lo sconforto di usare Windows e il suo rincorrersi di “Ricorda di registrare il prodotto!” oddio…
  • Imparare, apprezzare e supportare il software libero – le sue contraddizioni, la sua comunità, le sue lotte interne e le minacce esterne, i valori della condivisione delle conoscenze e di crescita… Tengo sempre presente che questo ultimo punto è la base per comprendere il successo di GNU/Linux.

Dai… bastano!