
Chi e’ l’Artista oggi? Chi era ieri? Che ruolo ha la predisposizione naturale o l’impegno individuale nel far definire qualcuno un artista? Ovvero, artisti si nasce o si diventa? Che relazione c’e’ oggi tra Arte e Mercato? Qual’e’ il giusto compenso per l’Artista?
Bene, forse 16 volumi di grossa taglia non basterebbero a sviscerare in tutti gli aspetti queste troppe domande e certamente non darebbero risposte definitive. Ammesso che ne esistano.
Quando qualcuno produce qualcosa, quasiasi cosa, una sedia, un libro, un pensiero scritto, una girandola o una gabbietta per uccellini, c’e’ il rischio che non venga presa per quel che e’, ma venga definita ARTE. La probabilita’ e’ piccola, ma esiste. La definizione di Arte e’ decisamente sdrucciolevole e quasi certamente qualsiasi definizione si dia sara’ ridicola, limitante e in sostanza sbagliata. Forse potremmo definire l’arte come quel qualcosa che non si lascia definire, come mi pare abbia detto Berio per la musica (subito smentendosi), ma pur essendo la definizione che funziona di piu’ almeno per me, non funziona affatto bene.
Ma allora chi o cosa stabilisce quando una cosa e’ Arte o e’ artigianato? Qualcuno potrebbe dire: “gli esperti”, qualcun altro dira’: “quando ha successo commerciale”, “quando trova il suo pubblico”. Qualcun altro arrivera’ a definire Arte qualsiasi cosa che susciti emozioni pur non essendo stato progettato per farlo. Ad esempio un bel paesaggio non l’ha mica progettato qualcuno eppure funziona piuttosto bene dal punto di vista emozionale. Magari un bello scorcio di Milano 2 con aiuola e laghetto finto sono un po’ meno “artistici”…
Io credo che una caratteristica che ogni opera d’arte deve assolutamente possedere e’ l’incontenibilita’ nella mente dell’osservatore. Pero’ non bisogna esagerare! Se faccio sentire le Variazioni Goldberg suonate da Gould a uno che di solito non va oltre gli U2, al massimo mi devo aspettare: cavolo, bello il suono di questo pianoforte! E’ la sensazione di stupore per qualcosa che e’ andato piu’ in la’ di quello che riusciamo a concepire che contribuisce al farci dire: questa e’ Arte. Se mi sente Ratzinger o il suo caro amico Marcello Pera mi da subito del Maledetto Relativista che scombina le sfere celesti (o azzurre…) ma me ne infischio abbastanza.
Ma qui L’Amministratore, come lo chiama il polimorfo commentatore (s)mascherato, inizia a divagare perche’ il carbone ardente e’ difficile da tenere in mano per troppo tempo. Vediamo di ricomporre il quadro che si era schematizzato a matita all’inizio.
Ci sono varie forze oggi che fanno si che le persone siano sempre meno originali quando si esprimono non perche’ stiamo diventando tutti piu’ stupidi o dediti alla progettazione di ingranaggi invece che di grandiose sinfonie per oboe e martello pneumatico. No… il fatto e’ che il minestrone ha sempre piu’ ingredienti e venirne fuori con qualcosa di mai visto diventa sempre piu’ maledettamente difficile. Parafrasando la meccanica statistica, piu’ il sistema e’ esteso, piu’ le sue fluttuazioni sono piccole e rare. Ma allo stesso tempo c’e’ sempre piu’ gente che si dedica alla “produzione artistica”. Delle due forze, chi vince?
Tempo fa mi e’ arrivato all’orecchio un nome: Allevi. Un allegro ragazzo che tutti dicono essere un prodigio pianistico. Il nuovo Brahms l’ha definito qualcuno che non aveva digerito benissimo. Colto da curiosita’ ho scaricato illegalmente un suo brano mp3 e ho ascoltato forse per la meta’ del brano. Di piu’ non ce l’ho fatta. Una sinfonia di stereotipi e’ fuoriuscita dalle misere casse e non sono riuscito a completare l’ascolto di un singolo brano. Ora, che il ragazzo sia tecnicamente dotato, non ci piove. Ma, is it Art? Beh se la stessa registrazione la ascolta qualcuno che non ha mai sentito The Koln Concert di Keith Jarrett, potrebbe anche essere scambiata per arte. Ma non voglio prendermela con questo povero ragazzo che una tesi di laurea in Filosofia sul “Vuoto nella Fisica Moderna” ha di certo provato e sforzato. Basta non scaricare illegalmente i suoi brani e non fa danno a nessuno!
Il problema e’ la diffusa applicazione delle regole del Mercato all’arte. Se voglio fare soldi, fondo una ditta che produce qualcosa che serve a un bel numero di persone e tutto va bene. Peccato che oggi l’arte, e in particolare la Musica, sono un bene di consumo, e sono costituite per la maggior parte da prodotti finalizzati al soldo e non, viceversa, frutto dell’incontenibile espressivita’ di qualche mente geniale che non puo’ fare a meno di vomitare su qualcuno o su qualcosa quello che ha dentro. Disinteressatamente. Eh si, e’ dura ma si puo’ progettare un ponte o un aereo a reazione, una bicicletta o un tritapane ma non si puo’ decidere un certo momento di produrre Arte. La divina possessione che guida la mano mentre produce il contenuto sublime non si puo’ prenotare ne per telefono, ne via internet. Si puo’ al massimo fertilizzare il terreno perche’ la cosa sia meno improbabile. Beh, pensateci, mica uno pensa: ora produrro’ qualcosa che nessuno ha mai fatto prima! La mente razionale riesce a gestire a maraviglia le cose gia’ viste, le piace maledettamente il ciclico, la cometa che passa ogni 78 anni, la combinazione lineare di elementi gia’ noti: in sostanza, la manipolazione di mattoncini Lego. Ogni tanto, non per nostri meriti, cade dal cielo la Fluttuazione Divina e un nuovo mattoncino si aggiunge alla collezione e magari si passa dalle rappresentazioni rupestri a Van Gogh e tutti gridano all’Artista.
Essere artisti oggi e’ davvero durissima. Se scrivi un bel libretto che piace a un sacco di gente, subito l’editore ti propone un contratto a un anno per pubblicarne un altro. Per carita’, non voglio sembrare troppo ingenuo fingendo di non sapere che da sempre il Padrone ha finanziato l’Artista per il suo gaudio e per cantarne la magnificenza, ma la liberta’ di manovra mi sembra sempre minore.
Tutto sommato qualcuno che tira fuori qualcosa di interessante ogni tanto salta fuori dal griogiore diffuso. E allora… solo un sacco di parole con cui ho solo smosso un po’ d’aria battendo sulla tastiera e alla fine la consapevolezza che tutto se ne va in calore: sia l’arte che l’impegno, sia il pittore che lo zappaterra.
Tempo fa ho fatto una piccola panoramica sui convertitori RAW disponibili su ambiente Open Source e la situazione non era tanto incoraggiante a parte qualche progetto ancora acerbo come RawTherapee e qualche offerta commerciale debole sia sul piano dell’interfaccia grafica che della qualità dei risultati (Bibble Pro). Oggi la situazione è davvero migliorata: è uscito RawTherapee 2.1.
Ho scoperto questo 
Mentre in Turchia si manifesta (una marea umana di piu’ di un milione e mezzo di persone) per far si che lo Stato rimanga laico, in Italia scendono in piazza centinaia di migliaia di persone per affermare delle vetuste idee proprie della religione di stato che in teoria non dovremmo avere. Poco piu’ di una settimana fa, Andrea Rivera ha detto dal palco del concerto del Primo Maggio delle cose apparentemente ovvie che non dovrebbero scatenare nessuna reazione in un Paese maturo. Invece, il putiferio. Sindacati in testa: vergogna!
Sono indeciso tra il distruggere questo b-log e scrivere un altro post. Avete capito che non sono riuscito a fare la prima delle due cose…