Archivio per Aprile 2007

04
Apr
07

La direzione della scalata

Monte Everest...Vi siete mai chiesti il perchè della direzione in cui state procedendo? Magari vi state impegnando con tutte le vostre forze contro infinite difficoltà per arrivare da qualche parte. Vi siete mai detti, si adesso sto faticando di brutto, ma poi…

Va bene, sembra un po’ stupido quello che sto scrivendo. Provo a esprimermi meglio. Non vi sembra che normalmente ci si comporti in un certo modo solamente per dei forti condizionamenti ambientali, sociali, convenzionali come se fossimo dei tori imbizzarriti che puntano un fazzoletto rosso con tutte le loro forze senza chiedersi un momento, o non abbastanza, il perchè. A me sembra un comportamento decisamente comune e spesso anche io mi sento partecipe di questo flusso che trasporta e da anche forza visto che molti assieme a noi si muovono nella stessa direzione senza un obiettivo comune tranne il remare a tempo per far muovere la barca nella direzione che noi non abbiamo deciso. Qualcun altro l’ha fatto per noi.

Perchè non iniziare a riflettere un po’ di più non tanto sul vero obiettivo, che non penso esista o sia rilevante, ma sul modo migliore per trascorrere il viaggio? Come punto di partenza potremmo ad esempio decidere noi la direzione della barca, magari accontentandoci di una barca più piccola e meno veloce ma da cui probabilmente il panorama si vede meglio, mentre viaggiamo possiamo scambiarci dei pensieri con chi ci sta attorno e non soltanto dei borborigmi privi di sense pronunciati quasi esclusivamente durante i pasti. Lo specchio d’acqua è naturalmente popolato da barconi enormi che producono onde altissime e qualche schizzo in faccia lo riceveremo di sicuro. Tante soddisfazioni (?) non potremo di sicuro togliercele, a bassa energia certe cose semplicemente non si possono fare, raggiungere. Ad alta energia tante cose sono possibili e tante di queste producono danni negli altri che ci circondano. Il numero delle cose che una persona può fare quando ha dei mezzi notevoli è enorme: quasi tutte perturbano l’ambiente in modo sensibile e spesso disastroso. Ogni piccolo centesimo di quello che possediamo rappresenta una frazione delle cose che esistono sulla Terra. Si è monetizzato tutto: l’aria, l’acqua, la terra, il fuoco. Tutti gli elementi fondamentali dei naturalisti greci è denaro. L’uomo moderno puo’ accumulare questa cosa astratta che chiamiamo soldi senza che marcisca o deperisca, che perda valore o che venga rubata. A patto di prendere delle elementari precauzioni. Ovviamente. Accumuliamo cose in un crescendo di frenesia e senza fermarci un secondo a chiederci perchè, a che pro, mi serve, mi farà stare meglio, mi sto davvero godendo il viaggio?

Abbiamo un’organizzazione sociale complessissima con una quantità enorme di livelli fittizi che ci oscurano la vista anche a chi si impegna per dipanare le ragnatele fitte che coprono la realtà nuda e cruda. Che forse fa paura a quasi tutti: la vera condizione umana di inutilità (!) e assenza di scopo (!)

Utilità, scopo, obiettivo. L’eredità della scienza newtoniana è pesante e difficilmente estirpabile dalla nostra cultura. Sembra che nel mondo ci debba sempre essere qualcosa che va modellizzato con un vettore, una freccia che simboleggia una forza applicata in un punto e che fa muovere qualcosa d’altro verso l’Obiettivo. Il Fine. La lente finalistica che abbiamo sugli occhi ci impedisce di cogliere l’assenza di scopo anche dove è più evidente. E questa mancanza di visione ci fa comportare in modo che agli occhi di uno esterno alla nostra società deve di certo sembrare bizzarro e assurdo. Ad esempio cosa penserà uno scimpanzè di quello che fa l’uomo?

Mi metto nei panni dello scimpanzè senza sentirmi sminuito.

Lo scimpanzè ci vede alzarci la mattina che ci laviamo con dei prodotti contenuti in barattoli un po’ strani dai colori decisamente sospetti. Eliminiamo accuratamente ogni odore che noi stessi produciamo. Poi prendiamo un oggetto estremamente tagliente ed eliminiamo i peli dalla nostra faccia/gambe/quel-che-è. Ora, abbastanza deodorati, deumanizzati, deanimalificati ci dirigiamo tonici e pieni di energia verso l’armadio e scegliamo qualche pezzo di stoffa di vari colori e ci copriamo il corpo come se ce ne vergognassimo. Ormai raggiunta la presentabilità sociale chiudiamo a chiave la nostra tana piena di cose strane e cambiamo tana: la macchina. Qui lo scimpanzè vedrà una varietà di tane mobili incredibile ma tutte fatte grosso modo alla stessa maniera e puzzolenti e rumorose uguale. Non vado avanti nell’osservazione perchè preferisco tornare nella foresta e andarmi a cercare qualche banana su un albero e divertirmi un po’ su delle liane fresche e resistenti che ho scovato da poco durante le mie infinite passeggiate nell’ombra fresca e accogliente. The Chimpanzee

Mi sa che quasi quasi resto scimmia. Ho il 97% dei geni in comune con quel pazzo che osservavo poco fa, ma non lo dimostro per niente! C’è un solo problema, nonostante io non chieda nulla all’uomo, lui se mi vede, bene che mi vada, mi rinchiude in uno zoo. Se va male mi spara perchè tanto non ho l’anima!