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Mar
07

La chiesa deve stare zitta.

Cardinale...Non se ne puo’ piu’.

Ogni giorno c’è un vescovo, un cardinale o uno di quegli strani individui che si vestono in modo porporatamente bizzarro che si sente obbligato a dire la sua sulla questione dei Dico. Ma, dico, esiste in Italia qualcuno che voglia far rispettare il concordato? Io mi aspetto che il Presidente della Repubblica DICA in modo autorevole ma fermo che l’Italia è (uhm… aspira a diventare) uno stato laico in cui l’esistenza stessa della chiesa deve essere vista come un favore che le facciamo. Perche’ in un Paese serio le sette vengono guardate con sospetto dalle persone non del tutto rincretinite dalla televisione. Se qualcuno per strada sente parlare di scientology, pensa subito a un modo per fregare soldi ai facoltosi scemotti americani. Qui da noi la chiesa è il punto di riferimento per quello che dicono i politici. Ma si puo’?

No!


6 Risposte a “La chiesa deve stare zitta.”


  1. 1 Michela
    28 Marzo, 2007 alle 3:14 pm

    Credo che come sempre il problema abbia diverse nature, come in tutte le questioni politico-sociali d’altronde. Quindi al di là della pragmatica che tu esponi e che condivido, credo che il fenomeno abbia radici ancora più complesse del semplice rispetto o meno dei patti tra stato e chiesa. Non saprei dire quale sia la causa maggiore e neanche quale possa essere la composizione di concause che stanno alla base di questo gioco di equilibrio.
    Penso però che le persone che fanno politica e le persone che non se ne occupano direttamente non stiano più comunicando. Questo comporta che i primi non sappiano più chi stanno rappresentando (in una visione ottimistica della classe politica che si preoccupa di questo aspetto) e non avendo una filosofia politica e morale in cui credere o a cui credere, accolgono le voci di chi urla più forte…per paura di non completare la loro opera o più correttamente di non esercitare più potere.
    ecco perchè nessuno può esercitare la propria autorevolezza verso temi caldi, ecco perchè non possono dire alla chiesa di stare zitta. Non hanno capito ancora chi li ha votati!!!

  2. 15 Aprile, 2007 alle 2:05 am

    >

    Si è mai sentito attaccare con tanto buonismo la chiesa?
    Si. Ahimé.
    Da una Rivoluzione Francese, infinita!
    L’idea di Stato laico non puo’ che provocare un gesto di ilarità irata da parte d’un lettore che di se stesso ha fatto una setta!

    >

    Frase che coglie il segno. Il problema è che il presunto Paese Serio non è uno stato ideale, ma è lo Stato, cosi come lo “vediamo”…. quindi nello stato, cosidetto, Italiano, la chiesa non è setta, ma corollario del suo potere…. qualuora questo venisse scalzato, o anteposto, come in Francia ad esempio, il suo ruolo sarebbe sostituito da qualche organismo filantropico dello Stato.

    In Francia hanno fatto presto a sbarazzarsi del De Monarchia di Dante, leggendolo più attentamente.

    Stato laico è contraddizione in termini. Lo Stato per esistere ha bisogno del collettivo, per esistere, e il collettivo per essistere ha bisogno di quelle credenze che lo rendono tale (credersi cittadino, credersi appartenente ad uno stato, ad un socius e cosi via).

    La Francia con Dante ha fatto questo. Cancellando il sole spirituale l’ha integrato in quello temporale…. prendendo la storia come momento del vero, il popolo/società come motore di questo e dando a tutto il rumore radiottivo della beffa, del disastro.

    In Italia resta ancora questa presenza para-statale (non settaria!) del portere…

    Si dovrebbe qui approfondire il concetto di setta, e il suo rapporto col segreto… vero catalizzatore del potere….
    Ma ne ho abbastanza.

    Prego.

  3. 3 miche
    15 Aprile, 2007 alle 8:59 am

    bravo,
    ora potresti parlare con parole tue….
    scusa, ma noi buonisti amiamo parlare per capirci non per piacere di ascoltarsi…
    Di niente

  4. 17 Aprile, 2007 alle 12:49 am

    Il mio non era un pezzo di bravura.
    Quidni non capisco il senso del “bravo,” all’inizio della risposta di “miche”.

    Colgo solo una nota di stizza. Come se fossi stato colpevole di qualcosa, o avessi offeso qualcuno, e ne venissi rimproverato.

    La mia prima risposta all’artcicolo, non era un attcco diretto a colui che l’aveva scritto.
    Quando parlavo di “buonismo” non intendevo offendere nessuno.
    Il mio “buonismo” non aveva il senso di “ingenuo”; ma voleva solo sottolineare un fatto…. e cioé che si continua ad accusare la “chiesa” come oppressore, arretrata, tradizionale ecc, solamente contraponendol una più vera libertà, una minore oppressione, una modernità, un al passo coi tempi, che sarebbe lo Stato laico.

    Il senso della parola “buonismo” andava inteso a partire da questo punto.

    La mia risposta, poi, che a quanto pare non era chiara, tendeva solamente (a partir da quanto detto sopra) ad evidenziare la “credenza”, “il credo”, in uno Stato.

    E da qui dicevo che il discorso andava spostato in un attacco diretto allo Stato, e non alla chiesa, che è solo un suo corollario

    Il problema insonna non era che ci fossero vescovi e cardinali alla televisione; ma che ci fosse ancora bisogno di preti…
    Che cioè si pensava (credeva) ancora, nell’articolo di Marco, che lo Stato fosse una potenza non religiosa….
    In risposta dicevo appunto, che per darsi uno Stato, si deve presupporre la credenza (avere fede) del Popolo, della Collettività, della Società, della Razza, dell’Altro, di Noi, di “Io” ecc ecc….

    Mi saro’ spiegato?

    Gazie al tuo “Di niente” in chiusura….
    e
    Prego, per una prima volta..

  5. 17 Aprile, 2007 alle 1:43 am

    Aggiunta. In chiusura.

    “Ecco la nuova “gente pia” neppur protetta nella sua bigotteria dalle mediazioni cerimoniali, dall’arcano pragmatismo di una Chiesa.”
    Calasso_ “La rovina di Kash”

  6. 6 ViOletz
    7 Novembre, 2007 alle 6:42 pm

    Figuriamoci che continuo a venire discriminata per il mio essere non-credente/non-battezzata. Ce n’è di lavoro da fare…


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